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Politica Economica

Dall'oggetto al progetto, così Castelli punta a crescere in Cina

L'azienda di mobili di lusso di Ozzano (Bologna), 30 milioni di fatturato, distribuisce in Cina grazie all'accordo con Red Star Macalline, gruppo leader nel retail cinese di arredamento e quotato alla Borsa di Hong Kong, con cui sta progettando aperture di monomarca da 250 metri quadrati. Ma sarà il contract il prossimo grande business, non solo nel Dragone


29/11/2019 18:41

di Stefano Catellani - Class Editori

settimanale
Paolo Castelli, numero uno dell'azienda di Bologna

Il primo show room a Pechino aperto nel 2017 ha portato fortuna al bolognese Paolo Castelli che continua a investire con successo nel “pianeta Cina”. Destinato ad ambienti raffinati e definiti da una spiccata personalità, il tavolo Nettuno di Paolo Castelli è una delle stelle che hanno brillato al Salone del Mobile Milano Shanghai che ha portato sul palcoscenico del Sec-Shanghai exhibition center il meglio della produzione e del design italiano.

Gli ingredienti per avere successo sui mercati asiatici ci sono tutti: la struttura è in metallo con finitura oro satinato opaco e rivestimento base in marmo grigio carnico lucido a coste. Il piano è realizzato in legno di eucalipto con bordatura in metallo.

Ma la vera sfida non sono più i singoli oggetti di successo. Anche la Paolo Castelli punta con decisione sul contract. Dall’oggetto al progetto: è questo il grande passo che le aziende italiane dell’arredamento e del design devono fare per restare competitive e continuare ad associare un valore aggiunto distintivo ai propri brand. Il mondo dell’hospitality e del contract in generale, come ha dimostrato anche la fiera a Shanghai, è del resto sempre più rilevante per l’industria dell’arredamento.

Grazie al contract la Paolo Castelli in pochi anni ha più che raddoppiato il proprio fatturato, superando i 30 milioni di euro con progetti come il Pan Pacific Hotel Bishop Gate di Londra (con LandLease), del valore di 12 milioni di euro, e il Forum El Djazair Hotel di Algeri, entrambi alberghi di lusso. Il cambio di passo è evidente: nel quartier generale di Ozzano alle porte di Bologna il team lavora a ritmi serrati per progettare e realizzare non soltanto singoli prodotti, ma soluzioni di interni, capaci di riflettere la propria identità ricorrendo al proprio catalogo oppure costruendo partnership e sinergie con altre aziende, in modo da integrare le competenze. L’Italia è il primo paese fornitore di arredamento sul mercato cinese: un primato non facile da mantenere.

La Paolo Castelli è entrata in Cina con Inspiration: un format monomarca che partendo da Pechino e Shanghai, a seguito dell’accordo raggiunto con Red Star Macalline, gruppo leader nel retail cinese di arredamento e quotato alla Borsa di Hong Kong, continuerà la sua espansione nei prossimi anni. L’operazione è legata al brand Inspiration, con cui Castelli opera nel mercato del prodotto di design (mobili e luci) e d’ambientazione, complementare all’attività core rappresentata dal contract.

«L’intesa con Red Star prevede l’avvio di negozi monobrand della superficie minima di 250 metri quadrati, all’interno dei quali sarà rappresentata l’intera gamma del progetto Inspiration che punta sullo stile contemporaneo e al tempo stesso elegante, con un’impronta forte e riconoscibile. La qualità del prodotto è altissima e si fonda sul livello dei materiali utilizzati, sul design e sul servizio che siamo in grado di assicurare,» ha spiegatoPaolo Castelli, numero uno dell'azienda bolognese.

«Sono oggetti, inizialmente concepiti per attrarre la clientela di architetti e progettisti a cui ci rivolgiamo con il contract, sono ora pronti per imporsi nel mercato internazionale con proposte di ambientazioni rivolte a clienti dallo spirito libero e che vogliono superare l’omologazione in atto», ha continuato l'imprenditore.

Ma la Cina non è l’unico mercato target. Dopo aver inaugurato il primo showroom parigino ha avviato un ufficio di rappresentanza a Dubai. Obiettivo dell’operazione è supportare la penetrazione del brand nei mercati mediorientali, che oggi rappresentano il 18% del giro d’affari totale, con una particolare attenzione per gli Emirati, con cui la società negli ultimi anni ha sviluppato rapporti grazie alla collaborazione con istituzioni e personaggi di spicco locali.

Paolo Castelli ha realizzato l’Ambasciata degli Emirati Arabi Uniti a Roma e la villa privata dell’Ambasciatore degli Emirati a il Cairo, oltre ad aver avuto un ruolo di primo piano nel progetto di un complesso alberghiero di lusso ad Algeri, firmato dallo Studio Marco Piva e sviluppato da una joint venture con soci locali.

Dai progetti pubblici alle residenze private, dal settore dell’hospitality ai residence di lusso, tutti obiettivi nel mirino di Castelli che prepara anche la partecipazione a Expo Dubai 2020. L’occasione è di quelle ghiotte, per dare un’ulteriore spinta a un fatturato e alla rete sedi, show room, negozi e uffici che occupano 120 dipendenti.


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