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Azienda Logistica

Il Porto di Trieste con CCCC per portare più made in Italy in Cina

Siglato un memorandum d'intesa tra il colosso cinese e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. L'intesa prevede progetti pilota, che saranno localizzati nelle aree ad alto potenziale economico di Guangzhou e di Jiangsu, nel retroterra dei porti di Shanghai, Ningbo e Shenzen, tutti scali dei servizi intercontinentali che fanno capo allo scalo giuliano


05/11/2019 18:47

di Mauro Romano - Class Editori

CCCC con Trieste
La firma dell'accordo tra Zeno D'Agostino e Wang Jingchun alla presenza di Luigi Di Maio

Il Porto di Trieste lavorerà con la China Communications Construction Company nello sviluppo di progetti pilota nelle aree di Guangzhou e di Jiangsu, nel retroterra dei porti di Shanghai, Ningbo e Shenzen. Lo prevede il memorandum d'intesa siglato a Shanghai, in occasione della Fiera internazionale dell'import, tra il colosso cinese e  l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. L'intesa rientra all'interno della cornice degli accordi firmati a Roma il 23 marzo scorso. Trieste e CCCC procedono quindi con la creazione di piattaforme logistico distributive collegate collegate allo scalo giuliano. 

Il memorandum, firmato dal presidente dell’Authority giuliana Zeno D’Agostino e da Wang Jingchun di CCCC,intende inoltre  rafforzare il ruolo di tutte le strutture logistiche della regione portuale del Mare Adriatico Orientale. Per questo il gruppo cinese e il porto triestino  collaboreranno anche per permettere l'attivazione nel territorio regionale da parte del gruppo cinese di uno o più magazzini.

“La firma di oggi è importante perché definisce un ruolo attivo del sistema pubblico italiano nello sviluppo della logistica, a favore di una delle qualità economiche più importanti del nostro Paese, il Made in Italy”, ha spiegato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale
Zeno D’Agostino. “Si tratta di progetto a disposizione del Sistema Paese: le piattaforme logistiche potranno agevolare il trasporto delle merci provenienti da tutta Italia, a supporto delle grandi aziende e delle pmi. È un segnale importante che questa partita venga giocata proprio dal settore pubblico".

 L'Autorità di Sistema, spiega un comunicato,  non avrà alcuna partecipazione diretta al rischio dello sviluppo delle piattaforme, ma collaborerà come parte attiva aggregatrice, fornendo supporto alla definizione tecnica dei progetti, alla loro promozione presso le istituzioni e le imprese in Italia e attivandosi per la pianificazione o lo sviluppo di infrastrutture, servizi comuni o strumenti di trade facilitation utili al rinforzo del canale
logistico integrato Italia-Cina anche attraverso il Porto Franco di Trieste. Il nuovo canalelogistico/distributivo potrebbe essere testato già a breve nell'ambito del vino italiano, con particolare attenzione alla produzione della Regione Friuli Venezia Giulia. CCCC si assumerà il rischio delle operazioni collegate ai progetti di sviluppo  e si impegnerà a favorire il  Made in Italy attraverso canali di diffusione dei prodotti italiani in Cina. (riproduzione riservata)


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