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Azienda Logistica

Shenzhen, Cina-Italia si accordano sui porti 4.0 e innovazione

Nel corso della Fiera della logistica internazionale nella città del Guangdong, Musolino, presidente del Porto di Venezia, ha sottoscritto una dichiarazione di intenti per conto di Assoporti per muoversi congiuntamente ai cinesi sui temi del rafforzamento delle catene logistiche, della tutela dell'ambiente, dell'applicazione dell'internet delle cose alle infrastrutture marittime


11/10/2019 16:59

di Mauro Romano - Class Editori

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Pino Masolino, presidente del Porto di Venezia

In occasione della Fiera della logistica internazionale in corso a Shenzhen (10-12 ottobre), Pino Musolino, presidente dell'Autorità di sistema portuale del Mare Adriatico Settentrionale e del Porto di Venezia, ha firmato nelle vesti di delegato di Assoporti una dichiarazione d'intenti con le autorità cinesi che va nella direzione di una maggiore collaborazione tra i porti italiani e cinesi. 

L'obiettivo è  muoversi congiuntamente sui temi del rafforzamento delle catene logistiche, della tutela dell'ambiente, dell'applicazione dell'internet delle cose alle infrastrutture marittime. Porti 4.0 insomma. 

L'appuntamento nella metropoli del Guangdong, che termina domani, prevede un forum specifico sulle opportunità della Via della Seta marittima e sulla strategia portuale globale. Parte di questa visione è l'importanza riconosciuta allo sviluppo delle zone franche e al collegamento industriale tra queste e i porti italiani e cinesi,per  promuovere i traffici internazionali e rafforzare la competitività delle rispettive economie regionali, innescando, nel contempo, un processo di contaminazione innovativa tra i diversi nodi della catena logistica mondiale.

Da tempo Musolino sta costruendo la cooperazione portuale tra l'Italia e la Repubblica popolare. Lo scorso luglio il presidente ll’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Settentrionale era a Ningbo per il Forum di Cooperazione Internazionale dei porti della Via della Seta Marittima. Tema dell'appuntamento “il corretto sviluppo intermodale della rotta della Via della Seta Marittima" che permetterà di decarbonizzare la catena logistica, movimentando merci attraverso l’alto Adriatico anziché attraverso il Northern Range.

“Lo sviluppo sostenibile deve diventare un concetto trainante nella pianificazione delle attività portuali e il coinvolgimento delle città-porto è un passo fondamentale per migliorare i rapporti con i residenti in chiave di sviluppo collaborativo. Fonti energetiche rinnovabili e biocarburanti devono entrare nei porti, che dovranno essere sempre più attraversati da infrastrutture digitali e sempre più connessi con collegamenti intermodali che sfruttano il trasporto ferroviario e le vie d’acqua interne”, aveva spiegato all'epoca.

A Shenzhen intanto il sistema italiano si è presentato al gran completo attraverso la collaborazione di Assoporti e dell'Unione Interporti Riuniti con l'agenzia Ice. Il Padiglione Italia ha ospitato  una delegazione in rappresentanza di nove realtà del mondo della logistica italiana, giunte a Shenzhen per presentare le rispettive opportunità di investimento ad una qualificata platea di operatori internazionali.

L'elenco comprende le Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale (Genova), del Mar Tirreno Settentrionale (Livorno), di Gioia Tauro e della Calabria (Gioia Tauro),  del Mar Ionio (Taranto), del Mare Adriatico Settentrionale (Venezia), l'Interporto Campano Spa, Cepim Spa – Interporto di Parma, Zailog –Interporto Verona Quadrante Europa. (riproduzione riservata)


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