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Politica Economica

Coronavirus, il settore del lusso teme la pandemia

Negli ultimi anni lo shopping dei cinesi in viaggio ha rappresentato un motore sempre più importante per la domanda dei beni di lusso. Gli analisti di Mediobanca fanno il punto sulle possibili conseguenze in una nota dedicata.


27/01/2020 11:10

di Roberta Castellarin - Class Editori

Lusso

Negli ultimi anni lo shopping dei cinesi in viaggio ha rappresentato un motore sempre più importante per la domanda dei beni di lusso e proprio per questa ragione un forte calo dei viaggi in Cina a causa del coronavirus può rappresentare un forte vento contrario per i titoli del settore. Gli analisti di Mediobanca fanno il punto sulle possibili conseguenze in una nota dedicata. Intanto oggi a Piazza Affari tra le peggiori blue chip per performance ci sono nomi quali Moncler, che perde il 2,39% a 39,58 euro, e Salvatore Ferragamo, che perde il 2,29% a 17,07 euro. 

"Lo scoppio del coronavirus a Wuhan (la settima città più grande della Cina con 11 milioni di persone), e la sua proliferazione in Cina, sta aumentando le preoccupazioni per il suo impatto sui flussi dei viaggiatori e sulla domanda di beni di lusso. È particolarmente rilevante come stia accadendo durante la stagione di punta dei viaggi, quella legata alla celebrazione del capodanno cinese. Secondo la National Health Commission cinese, lunedì 27 il numero di le infezioni hanno raggiunto 2.744 e si sono verificati 80 decessi. Le autorità cinesi hanno ampliato un blocco dei viaggi nella Cina centrale, un blocco che coinvolge  63 milioni di residenti. Diverse province e comuni cinesi, tra cui Pechino e Shanghai, hanno dichiarato il livello più alto di emergenza sanitaria pubblica. La diffusione del virus è stata confermata in Thailandia, Giappone, Corea del Sud, Taiwan e Stati Uniti", si legge nella nota di Mediobanca Securities. 

 
In particolare gli analisti di Mediobanca Securities elencano le ragioni per cui l'inizio della pandemia nell'area di Asia e Pacifico, come avvenne per la Sars nel 2002-2003, sarebbe negativo per le seguenti ragioni: la spesa turistica/lo shopping globale all'estero sono un fattore chiave per la crescita del settore, specialmente nella settimana d'oro; i clienti cinesi rappresentano oltre un terzo della domanda del settore e il 90% del totale della crescita globale nel 2019 (fonte: Bain Altagamma) e oltre la metà di questa domanda si materializza fuori dalla Cina continentale, nonostante negli ultimi due anni si sia osservata una tedenza al rimpatrio; la vendita a chi è in viaggio rappresenta il 5-10% delle vendite ed è uno dei canali in più rapida crescita nel lusso.

 
 Gli analisti hanno anche stimato il potenziale impatto di un calo nel numero di viaggiatori cinesi per tre mesi. "Supponendo che in media i viaggiatori rappresentano il 60% della domanda cinese, calcoliamo che un calo dei volumi del 40% per un trinestre avrebbe un impatto sull'Ebit medio in media del 3% nei titoli che abbiamo sotto copertura. Tuttavia, notiamo che un calo dei viaggiatori è in genere transitorio e seguito da un rimbalzo. Inoltre, quando si confronta l'attuale virus con la Sars nel 2002/2003, è importante sottolineare che il business digitale, inesistente all'epoca, oggi rappresenta una percentuale medio-alta delle vendite, che potrebbe almeno in parte compensare l'impatto negativo. Tra i titoli che abbiamo sotto copertura i nomi più esposti ai venti contrari che potrebbe derivare da una riduzione dei viaggi sono Ferragamo (underperform), Prada (underperform), Kering (Outperform) e Tod’s (Neutral) sono i nomi più esposti ai potenziali venti contrari dovuti a un calo drastico dei viaggi", si legge nella nota di Mediobanca Securities.

Gli analisti si soffermano anche sull'attuale livello dei multipli che non sembra incorporare il  peggioramento del profilo di rischio. "Per tutto il periodo della Sars(novembre 2002-luglio 2003), il pe medio del settore dei beni di lusso europei è stato di circa 14 volte, uno sconto del 30%-35% rispetto alla media a 10 anni (1999-2009)", dice la nota di Mediobanca Secutiries che aggiunge: "Oggi, il settore europeo dei beni di lusso  è scambiato con un p/e atteso 2020 pari a 28, un 30% in più rispetto alla media storica, perché appare supportato da una possibile stagione di M&A. Maggiori venti contrari silla domanda dovuti al difondersi dell'epidemia potrebbero rappresentare un opportunità per prendere  profitto. Da questo punti di vista i nostri nomi preferiti sono Lvmh (giudizio outperform), a causa di una diversificazione del business equilibrata e Brunello Cucinelli (Neutral), grazie al suo profilo di utilidifensivo. Ribadiamo la nostra posizione cauta su Ferragamo (undeperform) e Prada (undeperform) poiché si ritiene che la sovraesposizione alla domanda cinese peggiori il loro profilo di rischio". (riproduzione riservata)


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