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Politica Economica

Crescita cinese ai minimi dal 1992. Buoni segnali dall'auto

Il pil è cresciuto del 6,2%. La produzione industriale del solo mese di giugno, invece, è salita del 6,3% rispetto a un anno prima, battendo le attese di un pool di economisti interpellati dall'agenzia Reuters per un +5,2%. A incidere, la produzione giornaliera di acciaio grezzo e alluminio salite a livelli record.


15/07/2019 10:43

di Elena Dal Maso e Mauro Romano - Class Editori

Crescita cinese ai minimi dal 1992
Lavoratrici cinesi

La crescita economica della Cina è rallentata al 6,2% nel secondo trimestre, ai minimi degli ultimi 27 anni, a causa di una domanda interna ed esterna più debole. Il dato è in linea con le attese degli economisti, e qui pesa la guerra dei dazi con gli Stati Uniti. Nel primo trimestre il Paese era cresciuto invece del 6,4%. 

La produzione industriale del solo mese di giugno, invece, è salita del 6,3% rispetto a un anno prima, battendo le attese di un pool di economisti interpellati dall'agenzia Reuters per un +5,2%. A incidere, la produzione giornaliera di acciaio grezzo e alluminio salite a livelli record. Le vendite al dettaglio sono aumentate del 9,8%, il ritmo più veloce da marzo 2018.

Un risultato raggiunto grazie alla fiammata (+17,2%) delle vendite di auto. Alcuni analisti, tuttavia, hanno messo in dubbio l'apparente ripresa sia della produzione che delle vendite. Perché i concessionari di automobili in Cina stanno offrendo grandi sconti ai clienti per ridurre le scorte elevate che si sono accumulate a causa degli standard sulle emissioni che stanno cambiando. La produzione di autoveicoli è in realtà diminuita del 15,2%, l'undicesima diminuzione mensile consecutiva, il che suggerisce che le case automobilistiche non si attenderanno presto un rimbalzo sostenuto della domanda.

Ora gli analisti iniziano a fare due calcoli su quanto potrebbe crescere la Cina nel secondo semestre se la guerra dei dazi continuerà a questi livelli. "La crescita potrebbe rallentare dal 6% al 6,1% nella seconda metà", ha scritto Nie Wen, economista di Hwabao Trust. "Questo testerebbe l'intervallo inferiore del target 2019 di Pechino del 6-6,5%".

Un ulteriore taglio dei coefficienti di riserva delle banche (RRR) "è ancora molto probabile in quanto le autorità vogliono sostenere l'economia reale a lungo termine", ha aggiunto l'esperto, prevedendo che l'economia continuerà a rallentare prima di stabilizzarsi verso la metà del 2020. La Cina ha già tagliato i coefficienti delle banche sei volte dall'inizio del 2018 per liberare più fondi per i prestiti. Gli analisti interpellati da Reuters prevedono ora altri due interventi fra questo trimestre e il prossimo.

Nel frattempo, gli investimenti immobiliari, un importante motore di crescita per la seconda più grande economia mondiale, sono cresciuti a giugno del 10,1% rispetto a un anno prima, accelerando dal + 9,5% a maggio, ma sotto il ritmo di crescita registrato ad aprile. Mentre Anheuser-Busch  InBev, il colosso mondiale della birra a cui fanno capo anche i marchi Stella Artois, Corona e Budweiser, ha deciso di rinviare il progetto di Ipo alla borsa di Hong Kong della divisione asiatica, Budweiser Brewing Company APAC.

Edward Moya, strategist di Oanda, puntualizza che, sebbene la Banca centrale del Paese asiatico abbia già fornito stimoli quest'anno, i mercati sono in attesa di un "bazooka" di tagli al coefficiente di riserva obbligatoria delle banche e di misure aggiuntive che probabilmente arriveranno se i negoziati commerciali dovessero finire male. Se Usa e Cina faranno invece passi in avanti, gli investitori si aspettano che la PBoC fornisca comunque nuovi stimoli in scia all'atteso taglio dei tassi di interesse della Fed a fine mese.


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