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Politica Economica

L'Italia ha bisogno di riforme. Parola di Global Times

In un editoriale sul tabloid filogovernativo, l'esperta di questioni europee, Sun Yanhong, sottolinea la necessità per l'Italia di riprendere lo slancio riformista interrotto dal referendum costituzionale del 2016.


06/01/2020 14:21

di Mauro Romano - Class Editori

La Cina chiede riforme strutturali in Italia

L'Italia deve accelerare le riforme strutturali per adattarsi a un ambiente internazionale sempre più competitivo. E per farlo la strada del nazionalismo economico non è una via percorribile. L'esortazione arriva da un'analisi sull'edizione in mandarino del tabloid Global Times. L'autrice, Sun Yanhong, ricercatrice ed esperta di questioni europee per l'Accademia cinese delle scienze sociali, prende spunto da un reportage recentemente pubblicato dal New York Times, che imputa l'emergere dalla destra nella penisola alla crescita delle attività commerciali cinesi e della concorrenza posta dalle imprese del Dragone. Per Sun tale tesi esagera gli effetti negativi del "fattore cinese", ignorando il contesto interno e le cause domestiche delle difficoltà in cui verte l'economia italiana. 

La competitività del Paese ha iniziato a calare dagli anni Novanta, con l'emergere della globalizzazione. Trra le cause messe in evidenza dalla ricercatrice sono elencati l'eccesiva rigidità del mercato del lavoro, il sistema pensionistico, l'efficienza del settore pubblicao. "La crisi finanziaria del 2008 e la crisi del debito nell'eurozona hanno fatto precipitare l'economia e la società italiana nella situazione più grave dalla fine della Seconda Guerra Mondiale", scrive Sun, "la ripresa è ancora debole il tasso di disoccupazione ancora alto". Le riforme strutturali, aggiunge ancora l'analisi, sono in stallo dal referendum costituzionale del 2016. 

 In questo quadro "le forze di estrema destra rappresentate dalla Lega esagerano l'impatto dei fattori esterni nella loro propaganda, puntando il dito contro immigrati e prodotti stranieri. In questo modo non soltanto si accarezza l'insoddisfazione popolare, ma si dà un continuo anestetico per continuare a rinviare le riforme".

Italia e Cina, conclude l'analisi, hanno firmato lo scorso anno un memorandum d'intesa per la cooperazione nell'ambito della Belt and Road Initiative. Ciò vuol dire che Roma guarda lal Repubblica popolare non come una sfida ma come a un'opportunità. "Nonostante il gradimento di cui gode oggi la destra, l'ostilità economica verso la Cina non è nell'interesse dell'Italia", sottolinea Sun. (riproduzione riservata)

 


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