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Politica Economica

Produzione industriale, in Cina cresce ma meno del previsto

Il dato di luglio, + 4,8% su base annua, ha deluso gli analisti perché inferiore di 1% sulle previsioni. La crescita era stato in giugno del 6,3%. Alla minor crescita hanno contribuito sia la domanda interna che quella estera. Anche la crescita delle vendite al dettaglio è stata più debole delle previsioni, dopo il balzo in luglio


14/08/2019 11:04

di Elena Dal Maso - Class Editori

Produzione industriale ai minimin

Il dato ufficiale sulla produzione industriale di luglio in Cina ha deluso le attese di economisti e analisti di mercato. La crescita del 4,8% rispetto a un anno fa è rimasta al si dotto delle già basse previsioni di un +5,8%, rispetto a +6,3% di giugno, a causa dell'indebolimento della domanda interna e quella estera. Una delle cause è che lo scorso maggio gli Stati Uniti hanno aumentato drasticamente le tariffe su gran parte delle importazioni cinesi. La crescita dell'industria si pone ai minimi da 17 anni.

Nonostante siano in vigore da oltre un anno di misure per stimolare l'economia, i dati mostrano che la domanda interna non cresce abbastanza, a partire dalle vendite al dettaglio più deboli delle previsioni, dopo un balzo in luglio che molti analisti avevano predetto temporaneo. Le vendite al dettaglio sono aumentate del 7,6% rispetto all'anno precedente (+9,8% a giugno) e contro le attese degli analisti dell'8,6%.

Gli investimenti in immobilizzazioni del settore privato, che rappresentano circa il 60% degli investimenti totali del Paese, sono cresciuti del 5,4% tra gennaio e luglio, rispetto a un aumento del 5,7% nei primi sei mesi del 2019. Gli investimenti immobiliari hanno registrato un +10,6% nei primi sette mesi del 2019, all'incirca sullo stesso livello del periodo gennaio-giugno (+10,9%). Il settore è stato uno dei pochi spunti positivi del quadro macroeconomico.

Intanto il presidente americano Donald Trump ha rinviato al 15 dicembre la scadenza del 1° settembre di ulteriori dazi del 10% su telefoni cellulari, laptop e altri beni di consumo elettronici importati dalla Cina per un valore annuo di 300 miliardi di dollari. 

Secondo fonti Reuters, la lista delle esclusioni fino al 15 dicembre è stata stilata inserendo articoli su cui la Cina fornisce oltre il 75% delle importazioni negli Stati Uniti. Pechino ha venduto l'82% dei telefoni cellulari statunitensi e il 94,5% dei laptop nel 2018. L'ufficio del rappresentante commerciale degli Stati Uniti ha annunciato la decisione pochi minuti dopo che il ministero del Commercio cinese ha dichiarato che il vice premier Liu aveva parlato al telefono con i funzionari commerciali americani. Liu ha concordato con il rappresentante commerciale Usa Robert Lighthizer e il segretario al Tesoro Steven Mnuchin di parlare di nuovo per telefono entro le prossime due settimane. A quel punto il presidente Trump ha annunciato che le due parti potrebbero ancora incontrarsi all'inizio di settembre come previsto.

 


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