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Industria

Chongqing, approvati 52 progetti di investimento italiani

Il dato è emerso nel corso di un incontro tra Paolo Bazzoni, presidente della Camera di Commercio Italia-Cina, e i rappresentanti della Commisione per il commercio, Mcoc, della città cinese, guidati dal direttore generale Zhang Yongwu. L'interscambio è cresciuto l'anno scorso del 28% a 6 miliardi di euro. Ora si guarda all'automotive, design, industria pesante e food&beverage


16/02/2022 19:16

di Pier Paolo Albricci - Class Editori

settimanale
Paolo Bazzoni e Zhang Yongwu

Quest’anno potrebbe essere l’anno degli investimenti italiani nell’area di Chongqing, una delle municipalità autonome più dinamiche della Cina centro occidentale. Alla fine dell’anno scorso, infatti, l'amministrazione locale aveva dato l’ok per l’avvio di 52 imprese con investimenti esteri che operano soprattutto nel settore manifatturiero e nell’industria all’ingrosso e al dettaglio.

Il dato è emerso nel corso di un incontro tra Paolo Bazzoni, presidente della Camera di Commercio Italia-Cina, e i rappresentanti della Commisione per il commercio, Mcoc, della città cinese, guidati dal direttore generale Zhang Yongwu, il 10 febbraio scorso, finalizzato alla promozione degli investimenti diretti e dell’interscambio nell’area di Chongqing.

Gianluca Luisi, rappresentante a Chonqing della Camera italiana, ha fatto gli onori di casa, illustrando la proposta di organizzare un business-dialogue  Southwest China-Italy, basato a Chongqing per esplorare le opportunità di business tra i due mercati e le aziende che li rappresentano.

Il governo cinese ha infatti deciso che Chongqing è una delle cinque grandi città cinesi, insieme a Pechino, Shanghai, Guangzhou e Tianjin, destinate a diventare centri pilota per lo sviluppo dei consumi internazionali, una specie di gigantesca free-trade e e-commerce cross-border zone, abilitata a fornire un’ampia gamma di servizi e opportunità alle imprese che decidessero di installare la propria sede operativa in queste città.

Bazzoni, Luisi e i rappresentanti del Mcoc hanno convenuto di organizzare a breve una tavola rotonda in cui mettere a fuoco concretamente le opportunità che si possono aprire nei settori legati alla e-mobility nell’automotive e nell’industria pesante, nel food&beverage, nell’industrial design, nell’industria legata agli sport e nella healthcare.

L’economia della città è da tempo una delle più dinamiche del Dragone. L’anno scorso, il volume totale dell’import-export di Chongqing è cresciuto del 22,8%, toccando 126 miliardi di dollari, l’1,4 % in più del tasso di crescita registrato a livello nazionale. Nella città, che conta oltre 33 milioni di abitanti, sono sbarcate 351 nuove imprese a capitale estero, con una crescita annua pari al 22,3%.

Gli investimenti esteri “effettivamente utilizzati” sono ammontati a 10,67 miliardi di dollari, con una crescita annua del 3,8%. In questo dato sono inclusi gli investimenti diretti esteri, pari a 2,24 miliardi di dollari (+6,4% su base annuale).

Il peso dell’Italia in questo contesto è ancora limitato ma non trascurabile considerando che l’interscambio ha superato 6 miliardi di euro, quindi circa il 5% del totale, con una crescita del 28%, superiore alla media. Quasi 5 miliardi è il valore dell’import, soprattutto computer, tablet, apparecchiature per la ricezione, conversione e trasmissione o riproduzione audio-video. Le principali merci esportate sono state medicine, cibo per cani o gatti in confezioni al dettaglio, pompe del carburante per veicoli, avvolgitori di trama, filatoi meccanici.

Trascurabile invece la quota di investimenti diretti, che l’anno scorso si è dimezzata, rispetto al 2020, a 520 mila dollari, rappresentata dall’insediamento di due nuove imprese. Ma le prospettive sono in miglioramento già a partire da quest’anno.

Gli investimenti “contrattati” alla fine dell’anno scorso ammontano a 68,93 milioni di dollari, mentre gli investimenti “effettivamente utilizzati” sono stati pari a 71,63 milioni di dollari. Tre le principali aziende coinvolte: la Shanghai Fiat Hongyan Propulsione Co Ltd del gruppo Stellantis, la Chongqing Ino prodotti biochimici Co Ltd e l’Elettrodomestici Midas (Chongqing) Co Ltd.

Da segnalare che l’anno scorso Chongqing ha investito 7,17 milioni di dollari in due imprese basate in Italia che operano nei campi della produzione automobilistica e della ristorazione. Quest’anno, inoltre, Chongqing non ha assunto nessun progetto a contratto in Italia e non c’è stato nessun invio di manodopera da parte della municipalità. (riproduzione riservata)


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